Si capisce che certe date hanno lasciato il segno quando entrano nel linguaggio corrente, smettendo i panni di cifre e diventando letteralmente parole...
"È successo un quarantotto": espressione forse oggi un po' desueta, ma ancora comprensibile dai più. Certo, riferirsi a un anno in cui l'Europa intera ribolliva di ideali, sommosse e rivoluzioni per indicare, chessò, un tamponamento a catena o l'ennesima lite dei nostri cuginetti per la Playstation, bè, fa un po' tristezza, ma almeno è uno dei pochi attimi in cui noi italiani - famosi nel mondo per il senso della storia e la capacità di ricordare - magari ci fermiamo a pensare: "Ma era il 1848 o il 1948?"...
"Ah ma sapete, io ho fatto il sessantotto, eh!": la mia esperienza mi porta a diffidare sempre da chi usa quest'espressione. Perché alla fine esce fuori che all'epoca la persona in questione aveva solo due anni di vita, o era chiusa in collegio dai gesuiti, o semplicemente se ne stava nel suo paesino, con mammà, a guardare il mondo dalla tv del vicino di casa. Il punto è che chi ama ripetere fino all'estremo di aver fatto quella data è convinto, nel 99% dei casi, che il muro di Berlino sia ancora in piedi e che il sol dell'avvenire ci salverà. Impossibile qualsiasi conversazione sull'attualità dotata di un qualunque senso logico.
"Ma, signorina, lei è un'ottantotto!": frase che mi è stata rivolta circa dieci giorni fa a un colloquio di lavoro. Fortunatamente non era riferita al mio peso né al mio voto di laurea, ma, più banalmente, al mio anno di nascita. Il senso era: "Wow, lei è giovanissima!": il che, in sé, non è che mi dispiaccia, anzi. La proposta di lavoro che ha accompagnato cotanto felice stupore, subito dopo, mi ha fatto capire che l'espressione essere un'ottantotto potrà aver fortuna e, a seconda dell'occasione, significare: essere nati nel momento sbagliato; essersi ammazzati di studio inutilmente; essere considerati carne da macello; non poter mai dire di no perché, cavolo, io ti sto offrendo qualcosa e vallo a trovare un lavoro oggigiorno, bella mia.

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